Ragazzi, finché c'è pizza c'è speranza... anche dietro le sbarre

NAPOLI - Otto aspiranti pizzaioli nel carcere di Nisida. Li ha diplomati pochi giorni fa il maestro Ernesto Fico dell'Antica Pizzeria Donna Regina, che ha sede nel centro storico della città partenopea. Hanno seguito un corso di tre mesi, due volte a settimana, per imparare a fare la pizza. E per qualcuno di loro si apre anche la possibilita' di trovare lavoro, alcune pizzerie napoletane si sono gia' offerte per dare una mano. È il risultato del progetto "Finche' c'e' pizza c'e'speranza", promosso dall'associazione "Scugnizzi" in collaborazionecon l'Antica Pizzeria Donna Regina, a favore dei ragazzi presenti nell'istituto penale minorile partenopeo.

In occasione della "Pizzata" organizzata al termine del corso, sono state sfornate oltre 100 Margherite. La festa ha visto la partecipazione, oltre al presidente dell'istituto, Gianluca Guida, di alcuni calciatori della squadra del Napoli (Iezzo, Grava, Gargano, De Santis Paolo Cannavaro) oltre agli attori di "Un posto al sole". Soddisfazione nelle parole di Ernesto Fico: "L'arte di sfornare Margherite oggi si impara soprattutto in bottega, il corso non ha la presunzione di formare un ottimo pizzaiolo, ma si è posto il fine di creare un'occasione di incontro tra l'imprenditoria della ristorazione campana e alcuni giovani sfortunati che hanno chiesto di far pace con la vita riscattandosi con un lavoro onesto".

I giovani diplomati vengono da Napoli e provincia, hanno storie difficili alle spalle: droga, scippi rapine, vite compromesse gia' a sedici-diciasette anni. "Il progetto non è finanziato, pertanto e' svolto e portato a termine dalle sole forze dei volontari, ma ci crediamo molto. Per alcuni di questi ragazzi il corso rappresenta la possibilita' di prendere coscienza delle regole, imparare un mestiere", precisa il presidente dell'associazione 'Scugnizzi', Antonio Franco, che in seguito ai successi raggiunti nel corso del 2009 che hanno portato all'inserimento di alcuni ragazzi degli istituti penitenziari minorili di Nisida e di Airola nella vita sociale e lavorativa, ha voluto riprovarci. "Svolgere questo mestiere consente di lavorare in un ambiente giovanile e stimolante, essere in mezzo alla gente ed al centro dell'attenzione, destreggiarsi tra decine di tipi di pizze facendosi apprezzare per la propria inventiva e per la tecnica che suscita l'ammirazione dei clienti e degli amici: questo e' il pizzaiolo", aggiunge Ernesto Fico. "E i ragazzi- conclude il direttore- non hanno deluso le apsettative, ad ogni lezione si sono dimostrati pronti, seri e volenterosi. Ed e' proprio in questo senso che si e' lavorato dando la possibilita' ai giovani ospiti dell'Istituto di Nisida di apprendere la tecnica del mestiere, offrendo loro la possibilita' di un inserimento nel tessuto sociale ed economico della ristorazione perche' finche' c'e' pizza c'e' speranza.

31 marzo 2010