ROMA - Il classico non tramonta mai. Per non sbagliare, viste anche le informazioni arrivate in extremis sulla riforma delle superiori, molte famiglie hanno iscritto i figli al più tradizionale dei licei. Secondo sul podio lo scientifico, comunque in leggero calo. Rimontano i tecnici, vanno un pò male i professionali. Tra gli indirizzi nuovi è il liceo delle scienze umane a catalizzare le maggiori attenzioni. Domani si chiudono le iscrizioni alle prime classi delle superiori e, in attesa dei dati ministeriali, che saranno diffusi solo tra qualche settimana, dalle scuole emergono gli orientamenti delle famiglie. "Studenti e genitori- raccontano i presidi all'agenzia Dire- hanno scelto nel segno della tradizione, optando per gli indirizzi già esistenti prima della riforma". Sulla scelta hanno inciso, più che le brochure inviate dal Miur per spiegare i nuovi licei e istituti tecnico-professionali, "il passaparola tra amici, le scuole già frequentate da mamma e papà, la vicinanza o meno degli istituti selezionati".
Le possibili prospettive lavorative, gli interessi personali e le vocazioni individuali hanno spesso ceduto il passo alla comodità della scuola di quartiere e alle voci di corridoio che suggerivano questo o quell'indirizzo. Hanno pesato anche le origini territoriali: i ragazzi delle scuole medie di periferia preferiscono gli indirizzi tecnico-professionali, i compagni dei centri storici vanno al liceo. Alla scuola media Villoresi di Roma stanno ancora facendo i conti, ma in molti si sono buttati sul classico. A seguire, i ragazzi hanno scelto scientifico, linguistico e qualche tecnico. Dalla scuola Settembrini, sempre nella Capitale, segnalano, invece, la netta rimonta dei tecnici. "Abbiamo venti ragazzi che li hanno scelti- racconta la preside, Simona Pianese Longo- non era mai successo prima, soprattutto in una zona benestante come la nostra. Comunque in testa c'è sempre il classico: lo hanno scelto in cento su duecentotrenta alunni di terza media. Lo scientifico è in leggero calo, mentre crescono, appunto, i tecnici, probabilmente perché la riforma ha alleggerito il carico orario". Centro storico di Roma, scuola media Viscontino, i ragazzi di terza "hanno optato per il liceo, soprattutto classico". Così anche all'istituto Regina Elena che vicino ha due licei storici della Capitale.
Sempre a Roma, alla media Esopo "il grosso degli studenti- dice la preside Ada Maurizio- si divide tra classico e scientifico, preferendo le scuole di zona. I licei sono quelli che cambiano meno. Gli altri indirizzi hanno pagato la comunicazione tardiva della riforma. Da noi, per esempio, le brochure del ministero sono arrivate a poche ore dalla chiusura delle iscrizioni".
Il preside del liceo Newton di Roma, Mario Rusconi, che è vice presidente nazionale dell'Associazione presidi fa la sua previsione: "Licei in testa, piangono i tecnici e i professionali che ancora navigano nel caos degli indirizzi a causa delle informazioni tardive. Da noi abbiamo duecento posti, sono venuti ad informarsi in mille per lo scientifico". Al 10° istituto comprensivo di Bologna, situato in periferia, "la scenta vincente sono stati i tecnici". A Genova, alla scuola media Durazzo, spiega il preside, Santo Del Dio, "i ragazzi hanno scelto classico, scientifico e il linguistico. Interesse c'e' stato anche per le scienze umane". Al Convitto di Genova ha vinto lo scientifico che è presente nello stesso istituto, secondi i tecnici. Licei in testa anche all'istituto Falcone di Palermo. Alla scuola Marino di Ponticelli, Napoli, un istituto di "frontiera", come lo definisce la preside Adelia Pelosi, "hanno vinto tecnici e professionali.
In particolare sono stati scelti l'indirizzo alberghiero e quello industriale. Ma c'e' molta confusione: tanti ragazzi vogliono andare in scuole dove si danno qualifiche triennali e non si sa se i corsi saranno attivati ovunque. Questa confusione li danneggia".
26 marzo 2010