BOLOGNA - Si inizia per imitare i propri campioni preferiti, ma strada facendo si smette perche' non si ha piu' tempo libero a disposizione e l'allenatore non riesce ad unire alla competenza tecnica il lato umano. E' quanto emerge dalla ricerca sulla societa' sportiva ideale che ha coinvolto piu' di mille ragazzi delle scuole superiori tra Ferrara, Rimini e Piacenza.
Tra il 2008 e il 2009 sono state condotte analisi qualitative e quantitative attraverso dei questionari fatti compilare agli studenti. Il progetto "punta a capire quali siano i motivi dell'abbandono sportivo". Lo spiega, parlando nella sala del Consiglio provinciale di Bologna, Antonio Borgogni, professore aggregato dell'Universita' di Cassino, membro dell'Unione italiana sport per tutti (Uisp) e del Comitato regionale dell'Emilia-Romagna. Simone Digennaro, collega di Borgogni, commenta le slide con i risultati della ricerca davanti alla platea dei ragazzi che sono stati coinvolti nelle rilevazioni. I motivi dell'abbandono o del passaggio dall'agonismo ad attivita' sportive amatoriali e' da imputare, per la stragrande maggioranza dei casi, all'impossibilita' di gestirsi liberamente il proprio tempo. "Dati Istat del 2004- spiega Digennaro- confermano questo dato se pensiamo che, a livello europeo, il 35% delle persone non fa sport per mancanza di tempo". E la dimensione temporale risulta cruciale anche per interpretare le risposte alla domanda "Torneresti a fare sport?". La maggioranza risponde, infatti, di 'sė', ma solo se con un impegno minore.
La ricerca mostra che il valore principale associato all'attivita' sportiva e' il divertimento e sono in molti a iniziare a fare sport per imitare i propri atleti favoriti. Quanto invece all'allenatore ideale, figura chiave anche nella scelta se continuare o meno con la pratica sportiva, l'identikit e' quello di "una persona che unisce la preparazione tecnica alla comprensione e alla disponibilita'".
La ricerca appena conclusa e' stata possibile grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna che ha finanziato il progetto. Orsola Patrizia Ghedini, dirigente regionale del servizio Cultura, Sport e Progetto giovani, fa sapere, a margine dell'incontro, che c'e' grande interesse per dare una continuita' a studi del genere.
"Errani- continua- ha scritto al ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, affinche' rinnovi gli accordi di programma anche per continuare su questa via".
6 marzo 2010