Teledipendenza e coprifuoco anti-ragazzini: la Francia prova la stretta

ROMA - La notte francese è troppo pericolosa per i bambini, anche a causa dei bambini. Perciò tutti a casa entro le 23. Anzi d'ora in poi, gli under 13 trovati in strada da soli di notte saranno portati in commissariato e trattenuti fino all'arrivo dei genitori. E' quesi legge il coprifuoco anti-ragazzini, voluto da Nicolas Sarkozy e dal suo ministro dell'Interno: inserita nella cosiddetta Loppsi 2, cioè la "legge di orientamento e di programmazione per la performance della sicurezza interna", la regola potrà essere applicata dai prefetti come e dove vorranno, scegliendo città o quartieri considerati pericolosi.

"Propongo una misure semplice e concreta- ha spiegato al Figaro il ministro dell'Interno, Brice Hortefeux- In un periodo e un settore ben definiti, il prefetto potrà decidere che qualunque minore di 13 anni sorpreso a passeggiare, dopo le 23 e fino alle 6 del mattino, sarà riaccompagnato a casa sua oppure portato in commissariato, dove i genitori saranno fermamente invitati a venire a prenderlo".

E BASTA TV: 7 GIORNI SENZA - Basta ragazzini imbambolati davanti ai teleschermi o bloccati per ore alla Playstation. Dal prossimo 25 maggio e fino al 3 giugno gli alunni della scuola elementare di Saint-Martin di Le Mans, nella regione dell’Alsazia, in Francia, rinunceranno con i loro genitori alla tv, ai videogiochi e al computer, non solo a scuola ma anche a casa. L’iniziativa vuole porre uno stop alla dipendenza da teleschermo e re-insegnare a bambini e genitori che ci sono molte valide alternative ai programmi televisivi, a internet e ai videogiochi. Per ora, dal 2008, hanno aderito allo stop solo poche scuole.

L’iniziativa è nata con Edupax Quebec, l’associazione che da sei anni organizza la manifestazione per insegnare a ridurre il consumo di tv e video di bambini, adolescenti e adulti. Spiega Jérôme Gaillard direttore della scuola e promotore dell’iniziativa nel suo plesso: "L’80% dei 165 alunni della Saint-Martin al mattino, prima di andare a scuola guarda la tv e dunque, hanno fatto notare i genitori, la proposta di smettere di guardarla potrebbe non sortire gli effetti sperati". Aggiunge Gaillard che non basta dire da oggi non si guarda più la televisione, ma insegnare ai propri figli le alternative e condividerle con loro. Il periodo della sfida non è stato scelto a caso, nella bella stagione e prima dei mondiali di calcio e per superare lo scoglio del weekend la scuola assicura il suo sostegno restando aperta e offrendo attività alternative extra scolastiche.

12 febbraio 2010