Vince l'estero, ma contro le gite-salasso sempre più tetti di spesa
ROMA - La gita scolastica? E' un salasso: si spendono fino a 800 euro a studente. Soprattutto se la meta scelta, come è capitato in un liceo di Napoli, il Lucrezio Caro, sono le isole Canarie... Una decisione che ha fatto scoppiare la rivolta degli studenti. Con la crisi, infatti, le famiglie non possono più permettersi, come accadeva negli scorsi anni, viaggi di istruzione troppo costosi. Ecco perché, come raccontano i presidi all'agenzia Dire, in molti istituti sono stati introdotti tetti massimi di spesa e scelte mete meno costose. Nonostante tutto, comunque, aumentano le defezioni e i genitori che chiedono al preside una mano per far partire i figli e non lasciarli a casa.
Al liceo Righi di Bologna, uno dei più prestigiosi in città, fino a tre anni fa, spiega il dirigente Domenico Altamura, "la progettualità per i viaggi era enorme. Spendevamo oltre 290.000 euro per indennità dei professori, aiuti alle famiglie e quanto altro. Poi ci siamo dovuti ridimensionare, viste le ristrettezze di bilancio e i tagli al personale. Ora siamo sotto i 100.000. Comunque preparare un viaggio è impegnativo: bisogna individuare le agenzie, chiedere i preventivi, fare una gara. Inoltre se si va all'estero bisogna pagare le indennità di missione ai professori, Per questo mandiamo in gita solo le quinte, alcune quarte, mentre alcune seconde vanno in montagna per un progetto sportivo". Al Righi è stato anche introdotto un tetto massimo di spesa che corrisponde a 450 euro.
"Nell'ultimo anno, poi- racconta sempre il preside- sono aumentati di molto i ragazzi che chiedono un aiuto per partire. L'anno scorso erano 5, quest'anno sono 35. Su oltre mille studenti possono non sembrare molti, ma sono comunque numerosi. La crisi c'è e va detto".
Al liceo Fermi, sempre nella città delle due Torri, la dirigenza ha deciso di "evitare mete troppo costose" e ci sono "precisi limiti di spesa", spiega la preside Elviana Armati. In media non si può andare oltre i 500 euro per le mete all'estero e per più giorni di visita. "Per tutti i viaggi deve tenersi conto dell'assoluta esigenza di contenere le spese per evitare un eccessivo onere per le famiglie e per il bilancio della scuola", si legge nel regolamento sulle visite di istruzione del Fermi. Nel liceo c'è anche una quota massima di giorni a disposizione del biennio e del triennio per stare fuori: al biennio sono quattro, al triennio tredici. Inoltre si può "effettuare un solo viaggio in Europa o Paesi Esteri e soltanto nel triennio".
DOVE? SOPRATTUTTO ALL'ESTERO - Praga, Parigi, Londra. Ma anche Istanbul, Tunisi, Madrid. Quest'anno le gite scolastiche si faranno soprattutto all'estero. Con la vecchia formula dei cinque giorni alla scoperta della capitale di turno, oppure grazie agli scambi culturali, un modo diverso per conoscere il paese di approdo integrando al meglio la visita con la didattica e l'apprendimento della lingua. È quanto emerge dalle scuole contattate dall'agenzia Dire, in attesa dei nuovi dati dell'Osservatorio sul turismo scolastico del Touring club italiano. Dunque vince l'estero, per diverse ragioni, spiegano dalle scuole: in proporzione il viaggio costa meno (400 euro compreso il volo, in media, contro i 200 in Italia), gli albergatori all'estero accolgono meglio le scolaresche, che in Italia non sono ben viste, fuori ci sono più sconti e agevolazioni per andare nei musei dove gli studenti spesso non pagano e non devono neanche sborsare soldi per le prenotazioni.
Il giro di affari delle gite di istruzione, secondo l'ultimo rapporto del Touring club italiano, ruota attorno ai 375 milioni di euro. Ogni anno partono oltre 1,3 milioni di studenti. Anche se stanno aumentando le defezioni a causa della crisi. Anche il Touring, nel suo report datato 2009, conferma che i viaggi all'estero sono in crescita: ormai coprono il 60% del totale delle visite di istruzione che si fanno per lo più (in oltre il 75% dei casi) tra marzo e aprile. Dunque, ci siamo.
"L'aumento delle mete estere è dovuto in parte anche al fenomeno del low cost- spiega Matteo Montebelli, responsabile dell'Osservatorio sul turismo scolastico del Touring club- solo in alcune scuole sono aumentate le mete italiane per motivi di risparmio". Ma quanto costa andare fuori? Fino ad 800 euro se le mete sono lontane e care. Ma, in media, si spendono "300 euro- spiega Montebelli- Nel dettaglio l'Italia costa in media 200 euro, l'estero in media 350".
Un buon modo per varcare i confini del paese è anche quello di attivare scambi con altri paesi. Ormai il fenomeno non riguarda più solo i licei linguistici. La durata media dei viaggi è di 4-5 giorni, gli scambi durano di più, così come gli stage organizzati fuori. In alcuni indirizzi, soprattutto tecnici, il viaggio all'estero è obbligatorio e fa parte della normale didattica. Anche per questo le scuole supportano le famiglie che non possono permetterseli.
27 gennaio 2010