Tetto stranieri: dal prossimo anno in aula massimo il 30%

ROMA - Nota del ministero dell'Istruzione sulla presenza in classe di studenti stranieri: dal prossimo anno scolastico potranno essere al massimo il 30% in ciascuna aula. È quanto specifica la circolare inviata dal dicastero a tutte le scuole, con le “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”. Da settembre, nelle prime di elementari, medie e superiori (si parte gradualmente), dunque, non potrà essere straniero più del 30% degli alunni di ciascuna classe. Basta con le scuole 'ghetto' come la Pisacane di Roma, dove oltre il 90% degli alunni non parla italiano.

"Nelle ultime settimane si è discusso molto della presenza crescente di alunni stranieri nelle scuole e classi italiane, una presenza che talvolta ha superato quella degli stessi studenti italiani- spiegano dal ministero-. Con la nota inviata si vuole quindi fornire indicazioni sull’accoglienza e sull’assegnazione degli alunni stranieri alle classi". Il ministero assegnerà risorse ad hoc per l’inserimento dei bambini stranieri, soprattutto per le scuole dove si registra una maggiore concentrazione. Per evitare classi troppo affollate di immigrati si dovranno realizzare accordi di rete tra scuole e enti locali.

Il ministero specifica che in ogni classe potrà essere straniero al massimo il 30% degli alunni. Una percentuale che potrà essere alzata se i piccoli immigrati hanno buone competenze linguistiche. Se, invece, su una scuola insistono bambini che parlano molto poco l'italiano questa percentuale potrà essere anche più bassa. Dunque le scuole, al momento dell'iscrizione, dovranno procedere "ad un accertamento delle competenze e dei livelli di preparazione dell’alunno per assegnarlo, di conseguenza, alla classe definitiva" che potrà anche essere inferiore alla classe corrispondente all’età anagrafica.

GELMINI: "NESSUN RAZZISMO, E' UN PROBLEMA DIDATTICO" - Inserire un tetto alla presenza di stranieri nelle aule "non è certo un problema di razzismo, ma un problema soprattutto didattico". Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commentando così la circolare inviata dal ministero alle scuole in cui si chiede, a partire dal prossimo anno scolastico, l'inserimento di un tetto alla presenza degli alunni stranieri in classe (massimo il 30% di presenze).

"Spesso, all’interno di questo dibattito– sostiene il ministro- ci si è voluti dividere agitando una ingiustificata polemica di tipo ideologico. La scuola deve essere il luogo dell’integrazione- prosegue-. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo". Alla stesso modo, però, secondo il ministro, "la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione". Gelmini poi continua: "La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo, ma un problema soprattutto didattico. Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio".

8 gennaio 2010