
ROMA - Dal 2003 al 2007 il 72,9% degli italiani, tra i 18 e i 39 anni, vive ancora con i propri genitori. Il 20,8%, invece, ha lasciato la propria famiglia di origine. E' quanto emerge da un'indagine multiscopo dell’Istat che, in collaborazione con il ministero del Lavoro, ha messo a confronto un rapporto svolto nel 2007 sui 'comportamenti e gli aspetti della vita quotidiana delle famiglie e dei loro cambiamenti', con l'analisi 'Famiglia e soggetti sociali', svolta dalla tessa Istat nel 2003. Tra le motivazioni per lasciare la mamma e il papà, si legge nell'indagine, il matrimonio "per il 43,7% dei casi" è in pole, specialmente "al Centro-Italia e nel Mezzogiorno". Segue il bisogno di "autonomia/indipendenza (28,1%), molto diffuso al Nord-Italia, e quello della convivenza con il proprio partner (11,8%), quasi nullo al Sud della penisola".
In questi 4 anni, l'Istat segnala inoltre che tra chi è rimasto a vivere nella propria casa d'origine, "ben il 47,8% delle persone, come primo ostacolo", rileva la presenza di problemi economici, e la fascia di età tra i 25 e i 29 anni è quella in cui si registra il più alto picco: "con il 57,1% degli uomini e il 51,3% delle donne che denunciano difficoltà di tipo economico". Invece, si legge ancora nel rapporto dell'Istituto statistico italiano, il "44,8% degli intervistati" afferma che è rimasto a vivere con i genitori perchè "sta bene così", mantenendo comunque la sua libertà. E il "23,8% sta ancora studiando". Ma si è evidenziato anche che i motivi della permanenza cambiano al variare sia dell’età, che del genere.
Infatti, dall'indagine sui 'comportamenti e gli aspetti della vita quotidiana delle famiglie e dei loro cambiamenti' svolta dall'Istat, emerge che i più giovani "dichiarano di vivere ancora con i genitori perché devono completare l’iter formativo, soprattutto le donne (il 39,1% tra quelle con meno di 25 anni)". Al pari dei loro coetanei, "le donne dichiarano di rimanere in famiglia perché hanno sufficienti margini di libertà e di autonomia (45,4%)". La proporzione, tuttavia, declina al crescere dell’età.
Ma, scendendo nel dettaglio, in quanti sono riusciti a realizzare il desiderio di uscire dalla famiglia di origine? Considerando che "nel 2003 le persone dai 18 ai 39 anni", che vivevano nella famiglia di origine, "erano poco più di 8 milioni e 300 mila, oggi, su 100 individui che quattro anni fa erano certi di uscire dalla famiglia di origine, ne sono usciti poco più della metà (53,4%)". Tra coloro che, invece, avevano dichiarato che "probabilmente avrebbero lasciato la casa dei genitori, solo il 24,2% l’ha fatto". Dunque, nonostante l’intenzione (certa o probabile), l'Istat osserva che sono molti i giovani che poi non sono usciti dalla famiglia di origine.
Inoltre, l'istituto statistico italiano fa sapere che possedere un titolo di studio elevato aumenta la probabilità di uscita. Infatti, il "43,7% dei giovani con almeno la laurea ha lasciato la famiglia di origine (a fronte del 15,6% con al più la licenza media).
I dati dell’indagine del 2007 svolta dall'Istat con la collaborazione del Ministero del lavoro, rilevano anche i percorsi intrapresi dalle persone uscite tra il 2003 e il 2007. Il matrimonio 'diretto', precisa l'Istat, "costituisce l’approdo per quasi la metà dei giovani usciti dalla famiglia di origine (45,4%), e la prima libera unione è sperimentata dal 10,5% dei giovani". Importante, invece, la quota di giovani che hanno intrapreso percorsi di tipo individuale. Infatti, al 2007, le persone sole rappresentano il "30,9% di coloro che hanno lasciato la famiglia di origine tra il 2003 e il 2007 (36,9% tra gli uomini e 23,4% tra le donne)".
Riguardo agli "eventi vissuti dalle famiglie nel corso del triennio monitorato", inoltre, l'azienda statistica rende noto che la maggior parte degli intervistati, nel 2003, "ha mantenuto lo stesso ruolo all’interno della famiglia (70,9% dei 18-64enni al 2003). Mentre il restante 29,1%, pari a dieci milioni e mezzo di individui tra 18 e 64 anni, ha sperimentato, tra il 2003 e il 2007, almeno un 'cambiamento familiare'".
Infine, l'analisi sulla 'vita quotidiana delle famiglie' svolta da Istat nel 2007 e confrontata con l'indagine 'Famiglia e soggetti sociali' del 2003, rileva che oggi "due persone su tre ripropongono l’intenzione certa o probabile di andare via dalla casa dei genitori". La quota meno elevata di giovani intenzionati a uscire nell’immediato futuro si registra solo tra coloro che "avevano più di 34 anni al 2003 (37,3%)". Ciò, avverte l'Istat, "sembrerebbe avvalorare l’ipotesi che, se la decisione di andare via dalla famiglia di origine non matura e non si realizza entro una certa età, diventa sempre più difficile riuscire a mantenere tale intenzione e può subentrare la rinuncia".
7 gennaio 2010