In Rete il manifesto dei presidi: "Basta con le occupazioni"

ROMA - È on line il manifesto dell'Associazione dei presidi di Roma contro le occupazioni. Stanchi del solito rito autunnale i dirigenti scolastici, ora, fanno gruppo e si oppongono alle prepotenze dei ragazzi come ha fatto qualche giorno fa la preside del liceo Morgagni di Roma che ha impedito ai suoi studenti di occupare barricandosi lei stessa nell'istituto.
L'appello per la scuola dei presidi di Roma è molto sintetico e parte da una considerazione: "La scuola è un bene della comunità, una risorsa di tutti i cittadini", dunque non può diventare il giocattolo di "pochi". Per questo i dirigenti dicono sì "ad un dibattito vero sui problemi concreti" e ad una "scuola che abbia come fine la crescita di studenti istruiti, formati nella personalità e cittadini di una comunità libera e consapevole". Ma si oppongono "all’appropriazione della scuola da parte di alcuni, sottraendone la fruizione ad altri" e "alla liturgia delle occupazioni come rito obbligato dell’autunno, che deresponsabilizza gli adulti mentre priva i giovani del loro contributo e del loro sostegno". Un doppio "attacco" sferrato sia ai pochi che vogliono "okkupare", magari solo per dare sfogo alla loro voglia di farsi notare o di arrivare sui giornali, e ai genitori che, spesso, non frenano i figli e appoggiano queste loro iniziative. Autore del manifesto-appello è il capo dei presidi di Roma, Mario Rusconi, preside del liceo Newton che invita a far girare il documento nelle oltre 400 scuole aderenti.
"Questo documento- spiega Rusconi- rappresenta lo spirito e il sentire dei presidi romani. Vogliamo far capire ai ragazzi che la scuola non è a loro disposizione che non possono occuparla per poi, magari, lasciarla alla mercè di esterni che fanno danni come avvenuto al Tasso e al Cavour. Ha fatto benissimo la preside del Morgagni a fermare l'occupazione dei suoi alunni. Un preside- continua Rusconi- in quei casi deve sempre chiamare la polizia ed è giusto trovare forme punitive come il cinque in condotta per chi vuole occupare. L'occupazione è illegale e interrompe il diritto di quei molti che vogliono studiare oltre che essere un rito stanco".
Nell'appello i presidi chiedono una scuola che deve "diventare palestra di democrazia, aperta a tutti", "sviluppare e garantire la legalità, intesa come responsabilità verso se stessi e verso gli altri", "essere luogo di partecipazione non formale e non di pochi".
25 novembre 2009