La meglio gioventù, in calo ovunque la delinquenza minorile

ROMA - Delinquenza minorile in aumento? Non per gli addetti ai lavori. Il numero degli arresti e delle denunce a carico dei minori, negli ultimi anni, e' rimasto sostanzialmente stabile. "Abbiamo avuto il picco di arresti nel 2004-2005. Ora assistiamo a un forte decremento in tutta Italia", spiega Donatella Caponetti, dirigente del Centro giustizia minorile del Lazio. In modo particolare e' in calo il numero degli arresti: il numero di ingressi nei Centri di prima accoglienza (Cpa), infatti, e' passato dai 3.513 del 2002 ai 2.908 del 2008. "Si assiste pero' a un leggero aumento dei reati commessi dai giovani italiani, un fatto che dovrebbe destare maggiore preoccupazione", precisa Caponetti. Sostanzialmente stabile anche il numero di minori denunciati, erano 38.963 del 2000 e poco piu' di 40mila nel 2007. L'occasione per fare il punto sullo stato di salute della giustizia minorile e' stato il XXVII convegno nazionale dell'Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf): "Infanzia e diritti al tempo della crisi: verso una nuova giustizia per i minori e la famiglia", tenuto il 13 e 14 novembre a Milano. Focus di questi due giorni di lavori, il tema della crisi in tutte le sue possibili declinazioni: economica, sociale ed educativa. 

"La percezione generale di insicurezza e' aumentata, fomentando e accentuando il sentimento della paura", commenta Laura Laera, presidente Aimmf. E in momenti come questo e' possibile che la risposta ai problemi sia "la chiusura e l'arroccamento su posizioni intransigenti e autoritarie -ha precisato Laera-. È proprio in questi momenti che i diritti fondamentali dell'uomo possono essere dimenticati. In modo particolare quelli dei soggetti piu' indifesi: bambini e minori". 

"Il sistema penale minorile italiano viene visto molto positivamente all'estero- spiega Joseph Moyerson, giudice onorario presso il tribunale di Milano e segretario generale Aimmf-. I tassi di delinquenza e di recidiva, ad esempio, sono molto piu' bassi rispetto ad altri Paesi europei o agli Stati Uniti". Una ricerca condotta dall'Interpol su base europea nel 2001 conferma che in Italia, ogni cento reati, quelli commessi da minori sono poco meno di due e mezzo (indice di criminalita' minorile del 2,48%). In Francia il tasso e' del 21%, in Gran Bretagna del 24%. 

La realta' della criminalita' minorile "e' sempre piu' variegata", spiega Bruno Brattoli, capo dipartimento Giustizia minorile. Per questo e' fondamentale far conoscere i principi cardine su cui si fonda la giustizia minorile: "Tanto piu' si portera' avanti la conoscenza tra i cittadini, tanto piu' si eviteranno giudizi affrettati sul tema della devianza- precisa Brattoli-. Il carcere e' sempre l'estrema ratio, e non sempre e' la soluzione migliore".

20 novembre 2009