Giovani&scuola / L'Abruzzo che rinasce: prof e studenti, nessuna fuga

Pubblichiamo l'undicesima puntata del reportage sulla scuola in Abruzzo, il racconto dell'agenzia Dire su come i ragazzi, i docenti, i presidi, le istituzioni locali e gli 'inviati' sul posto del ministero dell'Istruzione vivono e partecipano alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso, con l'obiettivo di tornare regolarmente in aula a metà settembre. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 20, il 22, il 27, il 29 luglio, il 5, il 12, il 19 e il 26 agosto, il 2 e il 9 settembre. L'intero reportage è su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it
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articolo di Alessandra Migliozzi
L'AQUILA - Ha rappresentato il punto interrogativo che ha tormentato le notti estive dei presidi e dell'amministrazione scolastica regionale, ma, alla fine, la temuta fuga di studenti dalle scuole dell'Aquila non c'è stata. Secondo quanto raccontano i dirigenti di alcuni degli istituti più numerosi, le percentuali di ragazzi e bambini che hanno deciso di restare sulla costa abruzzese o di andare in altre città italiane è "molto bassa". Insomma, anche se, per molti versi, si "naviga ancora nel buio", come sottolinea il capo del circolo Rodari, alle prese con la consegna dei suoi plessi che è un po' in ritardo, almeno una certezza c'è: nelle zone terremotate le aule non si sono svuotate. Una bella notizia, alla vigilia della riapertura delle scuole, che in Abruzzo avverrà scaglionata il 21 e il 28 settembre e il 5 ottobre. 

"I nulla osta per rimanere a studiare sulla costa li hanno chiesti- spiega il dirigente Armando Rossini- ma per fortuna c'è un flusso anche in entrata che compensa le uscite". Nessuna emorragia, dunque. In particolare, alla primaria del circolo Rodari, in 46 hanno chiesto di andare via da L'Aquila, in 22 hanno domandato di iscriversi. Alla scuola dell'infanzia le uscite sono 15, le entrate 24. "E ci saranno altri movimenti- spiega il preside- quando ci sarà la consegna delle case". Per fare un esempio, il dirigente scolastico ha un plesso nella zona di Pile, a ridosso dell'area dove sono sorte le nuove abitazioni. Lì si prevede un grande afflusso di studenti anche in itinere, ad anno scolastico cominciato. Addirittura preoccupa la possibilità che le richieste possano essere "eccessive".

Anche i docenti sono rimasti per lo più al loro posto alla Rodari. Su 140 insegnanti, solo 10 hanno chiesto uno spostamento temporaneo. Più che altro per problemi di logistica, visto che non hanno più una casa nel capoluogo abruzzese. Il preside Rossini, per non cambiare scuola, ogni giorno si mette sulle spalle 220 chilometri in macchina visto che, al momento, alloggia ad Alba Adriatica. "I docenti non sono fuggiti- esulta- ne siamo felici. C'è una grossa voglia di ricominciare da parte loro". 

Niente fuga anche al circolo Silvestro dell'Aquila, dove, addirittura, i genitori, racconta la preside Genovina Miconi, hanno chiesto "più scuola". Vorrebbero lasciare i figli in aula anche il pomeriggio. In parte saranno accontentati, ma oltre le 16 non si può andare anche perché, quando è inverno, nel capoluogo abruzzese fa freddo e diventa buio presto. Anche alla Silvestro dell'Aquila le fughe si contano sulle dita di una mano mentre c'è "un aumento complessivo delle iscrizioni" e alla materna, "per la prima volta- dicono dalla scuola- c'è una lista di attesa di 30 bambini". Su 70 docenti solo 4 sono andati ad insegnare altrove. Gli altri hanno passato buona parte dell'estate nelle tendopoli a fare lezione ai loro ragazzi.

17 settembre 2009