Gelmini: qualità e merito a scuola, ora la la fase due

ROMA - Entro sei mesi la carriera dei docenti, premi agli studenti meritevoli, più risorse alle scuole che ottengono i migliori risultati formativi, più soldi e prestigio ai docenti più bravi. Sono gli obiettivi che Mariastella Gelmini, in un'intervista al mensile 'Tuttoscuola', indica per il rilancio del comparto. Per il ministro dell'Istruzione "le premesse del cambiamento sono state poste e quello che sta per iniziare è un anno scolastico che apre nuove speranze". Vediamo punto per punto i progetti della fase due.
CARRIERA DEI DOCENTI. "Entro sei mesi- annuncia il ministro- intendo definire le regole per la carriera dei docenti. Vorrei farlo con il coinvolgimento dei sindacati e delle associazioni professionali". L'idea è di aprire "un tavolo: sono aperta a consigli, suggerimenti, proposte, non ad una contrattazione sindacale. Se, dopo sei mesi, si sarà pervenuti a una soluzione condivisa, bene, altrimenti il governo andrà avanti per la propria strada prendendosi tutte le responsabilità". Insomma, "dobbiamo essere tutti consapevoli che se la carriera resta quella che è, o, mi lasci dire, quella che non è, non avremo mai le migliori risorse sulle nostre cattedre. Dobbiamo attrarre verso l'insegnamento le risorse migliori, i cervelli più brillanti, quelli in grado di accendere la scintilla della conoscenza nei nostri studenti". Per questo Gelmini indica un percorso "in cui chi dà di più può raggiungere uno status e dei riconoscimenti anche economici di tutto rispetto", così si può "rendere più appetibile una professione che è in se stessa affascinante, ma che oggi presenta troppi fattori disincentivanti".
MERITO. "Qualità e merito: sono le stelle polari che intendo seguire per rendere più competitivo il sistema. Lo stiamo già facendo nel settore dell'università, e lo faremo anche nella scuola", annuncia Gelmini. Nel concreto, "bisogna introdurre forti dosi di meritocrazia a tutti i livelli. In primo luogo occorre premiare gli studenti che raggiungono i risultati migliori", con forme "che consentano loro di iscriversi in futuro alle università e ai corsi migliori". In secondo luogo, "incentivare le scuole meglio organizzate e che migliorano di più i livelli di apprendimento dei propri studenti, tenendo conto dei punti di partenza".
Sul fronte docenti, continua la Gelmini, "non si può contare solo sulla buona volontà, o sullo spirito missionario delle persone, non è la condizione che favorisce i migliori esiti complessivi". Il ministro precisa: "Non vogliamo togliere nulla a nessuno, sia chiaro, vogliamo dare di più a chi fa di più e meglio", ma la scuola manca di "incentivi e stimoli. Inoltre manca totalmente una cultura di misurazione e valutazione dei risultati. Non si può incolpare di questo chi lavora nella scuola. Ma non ci si può rassegnare all'immobilismo. Io non intendo farlo, anche se non sarà un processo breve né facile". Per fare tutto ciò, chiude sul punto Gelmini, "occorre disporre di un adeguato sistema di valutazione, e all'Invalsi stanno lavorando alacremente su questo".
PRECARI. "Sono consapevole e partecipe della gravità del problema e mi sto adoperando per fronteggiarlo. Ma bisogna sempre risalire con onestà intellettuale alla causa delle cose". Gelmini ribadisce che la "responsabilità di questa situazione è di chi ha alimentato per anni l'illusione che su un ascensore di cinque posti ci si potesse salire in otto". Per il ministro, "usare la scuola come ammortizzatore sociale, come è stato fatto per decenni, ha prodotto danni gravissimi" ed evidenzia il suo impegno "affinché tra dieci anni i quindicenni e i ventenni di oggi, anche quelli che mesi fa erano in piazza contro di me, non siano i precari di domani". Riguardo all'oggi: "Per coloro che l'anno scorso hanno lavorato per tutto l'anno, che occupano posizioni alte nelle graduatorie, c'è la prospettiva dell'ingresso in ruolo entro 1-2 anni. Stiamo cercando per loro una soluzione ponte che garantisca la continuità del lavoro e dello stipendio per l'anno 2009-2010, in previsione della loro definitiva stabilizzazione nell'anno successivo". Per questo il Ministero ha raggiunto un accordo con l'INPS per riconoscere ai supplenti annuali 2008-2009 l'indennità di disoccupazione e si sono realizzate intese con alcune Regioni per la loro utilizzazione in attività di supporto, integrazione e sperimentazione nell'anno scolastico 2009-2010".
9 settembre 2009