ROMA - Risparmio assicurato per i genitori, qualità della didattica garantita per gli studenti. All'istituto Ettore Majorana di Brindisi (Tecnico industriale e Scientifico tecnologico), il preside Salvatore Giuliano è riuscito a prendere i famosi due piccioni con una fava mettendo in campo un'iniziativa unica nel suo genere in Italia: i ragazzi che quest'anno entrano in istituto per la prima volta non dovranno comprare i libri delle materie fondanti, li fornirà la scuola. O meglio, li produrrà la scuola.
Eh sì, perché il Majorana non si limiterà a mettere mano al portafogli per comprare i prodotti delle case editrici: gli alunni studieranno su libri scritti dai loro professori e stampati in presidenza che, nel frattempo, è stata riadattata per trasformarsi in una piccola tipografia. L'idea è del dirigente scolastico, che l'ha escogitata un anno fa e a marzo l'ha presentata ai docenti. I prof hanno dato il loro assenso entusiasti.
Da allora quaranta insegnanti sono al lavoro per scrivere gli esercizi di matematica, selezionare i brani per le antologie di italiano, produrre spiegazioni di chimica ed economia. A luglio è cominciata la stampa dei fascicoli. I libri fai-da-te sono stati ribattezzati 'Book in progress', perché potranno essere continuamente modificati sulla base delle esigenze degli alunni e delle classi. Questi testi "faranno risparmiare alle famiglie circa 200 euro", assicurano dalla presidenza.
Per quest'anno sperimenteranno la novità solo gli alunni delle prime, 180 ragazzi per un totale di oltre 4.000 fascicoli da distribuire. Dall'anno prossimo saranno coinvolte le seconde e poi le prime classi del triennio. I genitori sono entusiasti, per loro il risparmio è garantito. La scuola ha sborsato 10 mila euro per l'attrezzatura. I docenti lavorano da mesi "ma non vogliono essere pagati di più", chiude il preside.
1 settembre 2009