Giovani&scuola / L'Abruzzo che rinasce. Parola chiave: solidarietà

Pubblichiamo l'ottava puntata del reportage sulla scuola in Abruzzo, il racconto dell'agenzia Dire su come i ragazzi, i docenti, i presidi, le istituzioni locali e gli 'inviati' sul posto del ministero dell'Istruzione vivono e partecipano alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso, con l'obiettivo di tornare regolarmente in aula a metà settembre. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 20, il 22, il 27, il 29 luglio, il 5, il 12 e il 19 agosto. L'intero reportage è su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it
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testo di Alessandro Mulieri

L'AQUILA - Giorgio Del Bono è un docente di educazione fisica ora in pensione e ha insegnato per anni nelle scuole superiori di Pescara. Non è stato toccato direttamente dal sisma nè ha subito danni o perdite di alcun tipo nella sua famiglia o tra i propri ex studenti. Tuttavia, quando verso la fine di aprile ha cominciato a vedere arrivare nella sua Pescara i pullmann pieni di famiglie, bambini e ragazzi sfollati dell'aquilano che venivano portati nei tanti alberghi della città costiera abruzzese, ha deciso che doveva fare qualcosa.

Una mattina della fine di aprile, Del Bono è così andato a fare un giro per le spiagge. "Ho incontrato tanti sfollati- spiega- bambini e ragazzi, genitori e anziani. Poi ho pensato a qualcosa che potesse contribuire ad aiutarli e ho proposto loro un'idea". Il professor Del Bono, che di hobby fa il pittore e lo scultore da diversi anni, ha raccolto le energie e ha pensato di proporre ai bambini sfollati di arrivare a realizzare una mostra con i loro disegni e dipinti, per raccontare le sensazioni e gli umori dopo il terremoto. La risposta è stata da subito entusiasta. E' così che tra il 10 e il 16 luglio scorsi, a Pescara, al Museo delle genti di Abruzzo, si è svolta, con il patrocinio del Comune, la mostra 'I colori d'Abruzzo. Mostra dei dipinti dei ragazzi nel terremoto'. Ed è stato un grande successo.

"Il giorno dell'inaugurazione della mostra è stato indimenticabile- racconta Del Bono- Non potrò mai dimenticare gli occhi lucidi dei bambini appena entrati nella sala che era stata allestita con tutti i loro bellissimi dipinti. E' stato un momento intenso e ho sentito che avevo contribuito in qualcosa ad aiutare la loro rinascita dopo il terremoto".

In effetti, un giro tra i dipinti dei bambini terremotati esposti nella mostra di Pescara si dimentica difficilmente. Tra i temi dominanti ci sono le macerie, la paura, la ricostruzione, ma anche i vigili del fuoco e disegni tutti colorati con scritte incoraggianti come 'Tutti uniti per andare avanti' o 'La Madonna di Paganica messa in salvo dai vigili del fuoco'. In un disegno, si vede una casa che crolla su se stessa ed è circondata dalle macerie, in un altro è raffigurato un enorme squarcio nel quale si vede l'interno di una casa con un tavolo e dei fiori sopra. Tuttavia, non mancano scene di speranza, come i pompieri che portano in salvo delle persone e il ritratto di uno degli alberghi della costa che al momento rappresentano la casa dei bambini.

La mostra di Pescara è uno dei tanti esempi di come docenti e operatori scolastici di tutta Italia abbiano sentito il dovere di aiutare i colleghi vittime del terremoto. Si sa che le richieste di volontariato e le offerte di collaborazione arrivate alle scuole aquilane da ogni parte del Paese sono state moltissime e nettamente superiori al reale bisogno della scuola locale. La parola chiave è stata 'solidarietà'.

"Ne abbiamo sentita tantissimo- spiega una docente dell'Aquila-. Dopo il terremoto mi hanno telefonato, e mi continuano tuttora a telefonare, tantissimi colleghi. Pensate che persino dalla Cina sono arrivati disegni e immagini per i terremotati". La cosa più bella, continua un'altra docente, "è stata quella di scoprire una bella umanità che prima del terremoto non conoscevamo. Molte colleghe mi chiamano anche da molto lontano e sembra che ci conosciamo da sempre. Altre continuano a mandarmi e-mail semplicemente per sapere come sto". Per noi, ci dice un preside dell'Aquila, "la solidarietà incredibile che abbiamo ricevuto è stato un altro modo per guardare positivamente al futuro. La solidarietà è stato la chiave per riscoprire la speranza".

26 agosto 2009

Vedi le altre puntate del reportage: