Pubblichiamo la settima puntata del reportage sulla scuola in Abruzzo, il racconto dell'agenzia Dire su come i ragazzi, i docenti, i presidi, le istituzioni locali e gli 'inviati' sul posto del ministero dell'Istruzione vivono e partecipano alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso, con l'obiettivo di tornare regolarmente in aula a metà settembre. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 20, il 22, il 27, il 29 luglio, il 5 e il 12 agosto.. L'intero reportage è su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it
testo di Alessandra Migliozzi
L'AQUILA - "Vogliamo studiare, ridateci la scuola". Effetti "collaterali" da post-terremotati: i giovani dell'Aquila e della provincia vogliono ritornare tra i banchi. Perchè, dicono, "questa estate non sembra nemmeno estate. Ci manca un pezzo di vita che il terremoto ci ha portato via. Vogliamo ricominciare a vivere in modo normale".
L'espressione più viva di questo desiderio sono gli adolescenti di San Demetrio, che hanno costituito un piccolo "movimento", quello dei ragazzi del 'Monumento', dal nome dell'area in cui erano soliti incontrarsi prima del sisma. Una zona verde a lungo rimasta interdetta per motivi di sicurezza. I giovani del paesino hanno chiesto fondi e una tenda per realizzare i loro progetti che è stata piantata nel cortile della scuola del paese, un istituto comprensivo che oggi è pieno di operai per la ricostruzione.
"All'inizio abbiamo sofferto molto- raccontano Monica, Manuel, Sara e Veronica, quattro dei ragazzi di San Demetrio- perché non c'era più nulla da fare e se ai bambini e agli anziani davano retta, se rispondevano alle loro richieste, a noi dicevano no". Adesso questi giovani hanno un loro spazio (tamporaneo) dove fare progetti e organizzare eventi. "Ma ci manca la scuola- dice Monica, 18 anni, occhi scuri che tradiscono un pizzico di malinconia- perchè la scuola è la normalità, mentre adesso stiamo qui e non abbiamo niente da fare. Io sono stata ospitata in Inghilterra, con mia sorella, per un corso di inglese. Ma ora è finito e siamo daccapo. Non posso nemmeno stare più di tanto a casa, ho paura".
Monica la notte dorme in roulotte con il padre e la madre. Alcune sue amiche stanno nella tendopoli. "Ma è un incubo- rivela Sara, 17 anni- non hai nessuna intimità. L'unica cosa buona del terremoto, se ce ne è una, è che abbiamo riscoperto il senso della famiglia: si sta insieme molto di più anche perché siamo stressati dalle scosse continue e ci diamo conforto".
Ora che la connessione a Internet si riesce ad ottenere, anche Facebook diventa una salvezza: "Serve per rimanere in contatto con gli amici che sono andati sulla costa". Ai ragazzi di San Demetrio manca "andare all'Aquila per fare una passeggiata. Ora è tutta cambiata. Le vie secondarie sono diventate quelle principali e c'è sempre un traffico pazzesco. Ci mancano anche i nostri compagni di scuola, non vediamo l'ora che arrivi il 21 settembre, questa estate sembra irreale". Intanto si prova a guardare al futuro, ma il terremoto è perennemente presente. Monica vorrebbe fare il medico da grande. Ci vorranno almeno dieci anni tra maturità, laurea e specializzazione eppure lei si lascia scappare uno "speriamo che l'ospedale riapra". Come se la conivenza con il sisma ormai fosse un dato di fatto. Sara è più speranzosa: "Vorrei fare l'università- dice- e vorrei farla qui, all'Aquila. Comunque il mio sogno nel cassetto- sorride- è fare la cantante".
Il sogno di Veronica è quello di un futuro nella moda. Manuel prima si vuole diplomare "poi si vedrà". Veronica ha festeggiato il suo diciottesimo compleanno nella tendopoli. I suoi amici le hanno organizzato un party a sorpresa. Una delle poche occasioni belle degli ultimi mesi.
San Demetrio è il paesino dove sono approdati, durante il G8, George Clooney e Bill Murray insieme a Walter Veltroni. Hanno inaugurato un cinema. "Ma nei tg- dicono i ragazzi del paesino aquilano- ormai si parla sempre meno di noi, così agli altri sembrerà che sia tutto a posto, che qui la vita sia ricominciata come sempre invece siamo ancora in mezzo alla strada". I ragazzi di San Demetrio rivogliono le loro case, rivogliono la scuola.
19 agosto 2009
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