Giovani&scuola / L'Abruzzo che rinasce. E i prof insegnano a ridere

Pubblichiamo la quarta puntata del reportage sulla scuola in Abruzzo, il racconto dell'agenzia Dire su come i ragazzi, i docenti, i presidi, le istituzioni locali e gli 'inviati' sul posto del ministero dell'Istruzione vivono e partecipano alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso, con l'obiettivo di tornare regolarmente in aula a metà settembre. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 20, il 22 luglio e il 27 luglio. L'intero reportage è su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it

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testo di Alessandro Mulieri

L'AQUILA
- Per tornare a far sorridere bambini e adolescenti, nelle tendopoli di San Demetrio e Pagliare di Sassa hanno deciso di affidarsi all'arte e al teatro. A Collesapone, invece, ricominciano dalla bellezza. Abbiamo così deciso di dedicare una puntata del nostro reportage alle tante piccole realtà sorte nei centri dell'aquilano per aiutare bambini e ragazzi a risorgere dopo il terremoto di aprile. Scuole aperte tutta l'estate, laboratori teatrali e eventi ludici sono previsti quasi in tutte le tendopoli fino alla fine di agosto. E a coordinare e promuovere queste iniziative sono proprio quei docenti, maestri e dirigenti scolastici che in questo periodo dell'anno, e in una situazione normale, sarebbero già in vacanza da circa due mesi. Insegnanti, ma anche studenti universitari, arrivati qui da tutta Italia.

IN QUESTI GIORNI NELLA PROVINCIA DELL'AQUILA il caldo è torrido. Un clima che di certo non facilita la permanenza delle decine di migliaia di persone nelle tendopoli nel capoluogo abruzzese e nei tanti paesi dei dintorni. Nella tendopoli di San Demetrio, cittadina a non più di 8 km da Paganica e Onna, hanno pensato di ovviare al problema costruendo dei giganteschi teloni, retti da un sistema di pali, che si estendono al di sopra delle tende per ripararle dalla luce del sole.

Arriviamo a San Demetrio in una tarda mattinata molto calda e dopo aver percorso una strada provinciale che attraversa enormi campi letteralmente arsi dai raggi perpendicolari del sole. Dopo pochi minuti arriviamo in una piazzetta con un palazzo in stile tardo barocco, di quelli che venivano usati dai signori di provincia per andare in vacanza al tempo. Dopo essere passati nella piazza centrale, prendiamo la direzione opposta rispetto al cartello verde che segnala l'indicazione per il Centro. E andiamo fuori dal paese, verso la tendopoli.

Qui, a San Demetrio, ci sono gli alpini. Lo si capisce subito entrando nella tendopoli perchè 4 uomini col cappello e la famosa piuma alpina fanno avanti e indietro provvedendo ad alcune necessità fondamentali, come l'approvviggionamento di acqua e viveri. Il paese, 1175 anime prima del sisma, ha subito danni piuttosto ingenti (è crollata la facciata della chiesetta cinquecentesca della Madonna dei Raccomandati) e si sono registrate tre vittime. A San Demetrio siamo venuti per assistere alle attività culturali, educative, ludiche rivolte ai bambini dopo il terremoto e messe in piedi da un'associazione locale che si chiama 'Arti e spettacolo'.

UNO DEGLI ASPETTI PIÙ DRAMMATICI
della fase della ricostruzione è trovare il modo di spiegare ai bambini quello che è successo. Come raccontare loro il perchè di una tragedia così improvvisa e devastante? Come giustificare la morte di alcune delle persone (docenti, maestri, bidelli, compagni) che affollavano la scuola fino a poco tempo prima? Con gli studenti delle superiori il compito appare più semplice perchè, trattandosi di giovani adulti, parlano direttamente di quello che è successo. Con i bambini è tutto più complesso.

E' per questo che nella tendopoli di San Demetrio un gruppo di artisti, attori e operatori culturali hanno deciso di prendere in mano la situazione ponendo le basi per quella che dovrebbe diventare una vera e propria 'Casa della cultura'.

Insomma, dopo il terremoto qui, come in molti altri paesi, è nato una sorta di epicentro culturale. 'L'idea- spiega Giancarlo Gentilucci, presidente dell'associazione 'Arti e spettacolo'- è quella di considerare la cultura come un mezzo per aiutare a recuperare un senso di vita quotidiana dopo il terremoto. E per aiutare i bambini e i ragazzi a superare il trauma del sisma...'. A metterci la faccia e i soldi in quest'idea sono stati nientemeno che i premi Nobel per la Pace, che sono gli sponsor dell'iniziativa.

COSÌ, APPENA ENTRATI NELLA TENDOPOLI, incontriamo il presidente dell'associazione e ci facciamo guidare verso la sede della loro attività: un telone gigante, retto su ferro e vari materiali, per ripararsi anche dal freddo invernale. Appena all'interno, troviamo un gruppo di bambini seduti su una fila di sedie in mezzo alla sala con le spalle rivolte verso di noi. Al centro della fila di sedie, siede un adulto che parla ad alta voce, si alza ad intervalli di pochi minuti, gesticola e si rivolge sorridente ai bambini. E' un attore educatore. I bambini non si accorgono della nostra presenza e così tutto continua a svolgersi senza interruzioni e con naturalezza.

Il tema al centro del laboratorio teatrale, nemmeno a farlo apposta, è 'cosa fai di notte mentre dormi?'. I bambini sono una decina e di fronte alla fila di sedie al centro della sala c'è un telone adagiato per terra su cui è disteso uno di loro. L'educatore chiede a voce alta: 'Sono le 2 di notte e Marco cosa fa?'. Alla domanda seguono le urla degli altri bambini, quelli seduti, che fanno a gara per strillare le risposte più bislacche e fantasiose. La stessa domanda viene ripetuta cinque o sei volte cambiando ogni volta l'ora. Tra ogni domanda, un breve intervallo di urla scomposte che non permettono di far comprendere una sola parola di quello che viene detto.

Ad un tratto, qualcosa cattura l'attenzione. Uno dei bambini, dopo la domanda dell'educatore, strilla ripetutamente sempre la stessa frase: 'E ora arriva la scossa...'. Il bambino si alza poi dalla sedia e va a muovere il telone su cui è disteso l'altro bimbo per terra per simulare la scossa di terremoto. 'Succede spesso che i bambini rievochino il terremoto durante i laboratori teatrali- ci spiega un attore educatore- Lo fanno a modo loro e con le loro parole. Quasi mai, inoltre, parlano direttamente del sisma o delle sue conseguenze. Per questo, il nostro principale obiettivo è quello di fare uscire le loro emozioni e le loro paure su questo tragico evento proprio nel corso di questi laboratori teatrali'. In questo modo, 'l'arte e il teatro diventano valvole di sfogo e modi di espressione del dolore attraverso il gioco'.

DI ESPERIMENTI COSÌ, concepiti per cercare di aiutare i bambini a superare il trauma del post-terremoto, ce ne sono diversi all'Aquila e provincia. Un po' in tutti i campi e le tendopoli, docenti, maestri e educatori hanno accantonato le vacanze per tenere in piedi attività extrascolastiche ludiche e di intrattenimento che possano accompagnare i minori abruzzesi durante la pausa estiva. Nel campo di Pagliare di Sassa, per esempio, i due giganteschi teloni che rappresentano al momento la scuola del paesino sono aperti e a fine luglio pullulano ancora di maestre e bambini. Anche qui il gioco è diventato il mezzo attraverso cui aiutare i bambini ad affrontare il trauma. 'Abbiamo ritenuto- spiega una maestra- che il gioco potesse essere il mediatore per intercettare il dolore e le sensazioni dei nostri alunni. Nessuno ha parlato con loro in maniera diretta del terremoto perchè abbiamo pensato che non fosse necessario stare a chiarire la logica degli adulti sull'accaduto'. Semplicemente, 'abbiamo giocato insieme a loro e dal gioco sono venuti fuori i loro umori e il loro bisogno di parlare. Certo- aggiunge- non nego che ogni volta che arriva una scossa anche leggera e i bambini si mettono a piangere per noi è molto dura'.

Nell'ultima parte della giornata ci spostiamo a Collesapone. Qui educatori e docenti si sono inventati il progetto 'Ricominciare dalla bellezza'. Coordinato da Diesse (Didattica e innovazione scolastica. Centro per la formazione e l'aggiornamento), un'associazione di insegnanti impegnati per la ricostruzione, l'iniziativa prevede attività sportive, laboratori di ballo, teatro e musica, serate di musica e cinema e tanto altro.

PARTITO LO SCORSO 13 LUGLIO, 'Ricominciare dalla bellezza' si rivolge a bambini e ragazzi dalla scuola primaria alle superiori e andrà avanti fino alla fine di agosto. Ogni 15 giorni arrivano a Collesapone docenti e ragazzi (anche studenti universitari) da tutta Italia che collaborano alla realizzazione del progetto e aiutano ad allestire le tende per le attività che sono previste. 'Un progetto, questo, di cui siamo particolarmente orgogliosi- spiega un insegnante di Pescara che è tra i coordinatori dell'iniziativa- La risposta da tutta Italia è stata enorme e noi ci prepariamo ad affrontare un'estate diversa. Piena di speranza'.

Vedi le altre puntate del reportage: