Giovani&scuola / L'Abruzzo che rinasce. Scuole pronte il 10 settembre

Pubblichiamo la terza puntata del reportage sulla scuola in Abruzzo, il racconto dell'agenzia Dire su come i ragazzi, i docenti, i presidi, le istituzioni locali e gli 'inviati' sul posto del ministero dell'Istruzione vivono e partecipano alla ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso, con l'obiettivo di tornare regolarmente in aula a metà settembre. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 20 e il 22 luglio. L'intero reportage è su www.dire.it, www.diregiovani.it, www.direscuola.it
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testo di Alessandra Migliozzi
L'AQUILA - La scuola deve ripartire il 21 settembre, come stabilito dal calendario regionale, anche all'Aquila. Nel territorio colpito dal sisma non ci dovranno essere ritardi, le lezioni dovranno riprendere regolarmente come in tutto il resto dell'Abruzzo. È questo il patto a cui hanno promesso di tenere fede l'amministrazione scolastica, ma, soprattutto, gli enti territoriali impegnati nella messa in sicurezza delle scuole e nella costruzione di strutture modulari antisismiche destinate ad ospitare gli alunni degli istituti che non potranno essere riaperti perché troppo danneggiati. La 'dead line' decisa di comune accordo è il prossimo 10 settembre: tutto dovrà essere pronto per quella data, edifici vecchi e nuovi.
"Il decreto sull'Abruzzo- spiega Emanuele Nicolini, vice direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per l'Abruzzo- affida l'incarico di ripristino degli edifici alla presidenza della Regione che si avvale, a sua volta, del provveditorato alle opere pubbliche". In particolare, ad oggi, gli enti locali (il Comune risponde delle scuole del primo ciclo, la Provincia delle superiori) stanno lavorando per ripristinare gli edifici catalogati come A e B dalla protezione civile. Sono quelli già agibili (A) o solo temporaneamente inagibili (B). "La priorità assoluta- spiega Nicolini- è iniziare le lezioni per il 21 settembre".
Qualcuno tornerà nelle scuole in muratura, gli altri alunni andranno nei cosiddetti Musp, Moduli ad uso scolastico provvisorio, antisismici. I 29 siti in cui collocare i plessi temporanei sono stati già individuati, come fanno sapere anche gli operatori del ministero dell'Istruzione presenti sul territorio. "Anche il prefetto dell'Aquila- assicura Nicolini- ci ha confermato che tutto sarà pronto il 10 settembre, in modo da garantire la ripresa il successivo 21".
Nel frattempo, la scuola non si ferma. Da una parte ci sono gli operai che lavorano, come quelli che stanno ripristinando i danni (pochissimi) subiti dall'istituto Duca D'Aosta in località Colle Sapone. La struttura è in cemento armato e ha retto bene alle scosse. Altre scuole, invece, sono venute giù e avranno bisogno di essere collocate in spazi alternativi. Ad esempio la scuola De Amicis, quella a cui saranno devoluti i fondi del concerto organizzato a Milano da Laura Pausini, dovrà essere necessariamente collocata in una delle nuove strutture provvisorie antisismiche. L'istituto ha la sua sede storica in piazza del Teatro, in piena zona rossa, quel centro cittadino che si è sbriciolato la notte del 6 aprile scorso. La scuola De Amicis fa parte del circolo Silvestro Dell'Aquila che comprende anche la San Giovanni Bosco, la Giovanni XXIII e la San Bernardino. Sul suo sito si rimanda, per ricevimenti e informazione, ad un container, il numero 8, sito in località Colle Sapone in un piazzale dove hanno trovato posto le segreterie di tutte le scuole dell'Aquila e della provincia.
"L'anno scolastico riprenderà regolarmente a settembre in tensostrutture prefabbricate confortevoli e complete di attrezzature e servizi adeguati", si legge sulla pagina web della De Amicis. "Le insegnanti saranno tutte regolarmente in servizio e aspettano con gioia di riabbracciare i propri alunni". Un messaggio che non è solo una speranza, ma quasi una certezza. "Si sta lavorando sodo- assicurano gli operatori del ministero dell'Istruzione- perché gli istituti siano pronti entro il 10". Ad esempio il circolo Silvestro Dell'Aquila sarà distribuito in due poli didattici che saranno collocati in strutture modulari antisismiche. Accanto ad uno dei poli sorgerà anche una biblioteca polifunzionale con tanto di computer e connessioni ad Internet che poi rimarrà alla cittadinanza quando tutto tornerà alla normalità. Il progetto sarà finanziato da un donatore illustre il cui nome viene tenuto riservato ma che fa parte, dicono, "del tessuto cittadino". La ripartenza della scuola è un dato essenziale: "Senza- spiegano gli operatori del settore- si rischia l'esodo delle famiglie in altre città o sulla costa".
28 luglio 2009

Vedi le altre puntate del reportage: