Dopo-Maturità ai tempi della crisi: "Una laurea che mi dia un lavoro"

ROMA - L'onda lunga della crisi si abbatte anche sugli umori dei maturandi del 2009. Per il post-diploma, infatti, la maggior parte dei ragazzi ha deciso di fare un scelta netta: bene la vocazione, ma è meglio puntare, soprattutto, sulla praticità. Ovvero su facoltà che garantiscono qualche speranza, in uscita, di piazzarsi sul mercato del lavoro, senza restare a spasso. "Io ho ancora qualche indecisione tra fisica, filosofia e ingegneria- spiega Ludovica, 18 anni, Ludo per le amiche, in uscita dall'orale della maturità al liceo Kennedy di Roma- ma penso che alla fine sceglierò o ingegneria o fisica, perché offrono più prospettive. Nel caso in cui facessi fisica vorrei tentare il ramo della ricerca, ma, a quel punto, andrò all'estero perché in Italia ci sono poche speranze- spiega informatissima la studentessa- persino alla Sapienza, il più grande ateneo, i laboratori sono messi male". In classe di Ludovica le facoltà più gettonate sono Psicologia, Giurisprudenza, Economia, Architettura. Laurea come lasciapassare per il mondo del lavoro è anche la scelta di Matteo, 19 anni, sempre al Kennedy che farà "medicina. Mi sto preparando da mesi- dice- tenterò il test sia all'università pubblica che privata. Molti di noi stanno scegliendo l'opzione degli atenei privati, Luiss e Bocconi in testa". Il motivo? "Spendi un po'- spiega Matteo- ma la laurea vale di più sul mercato del lavoro, lo dicono anche le statistiche. Pure se prende un voto più basso un laureato Bocconi lavora di più".

Anche al liceo Colonna, centralissima scuola capitolina, si guarda al futuro. Claudia, indirizzo psico-pedagogico, sta spulciando gli indirizzi tecnici come quello in neuropsicomotricità dell'età evolutiva. "Non sono interessata a materie generiche- spiega- cerco qualcosa di pratico". In classe sua, la V C, tra le facoltà più gettonate spicca Economia perché, manco a dirlo, "dà lavoro". In III A, al classico Virgilio, liceo storico romano, vincono facoltà tecniche come Architettura o Medicina. E c'è anche chi andrà direttamente al lavoro. "Mio padre lavora in una struttura alberghiera- racconta Ludovica- andrò lì. Sull'università non ho le idee chiare e, di questi tempi, meglio non scegliere cose troppo generiche".

6 luglio 2009