ROMA - Largo ai giovani. Prima parlano Camilla e Fabio, due quattordicenni della provincia di Milano. Poi, dopo aver atteso in composto silenzio, tocca a Gianni Letta e Giorgia Meloni. Parte così il Junior 8 Summit, il vertice promosso dall'Unicef che riunisce a Roma 54 giovani tra i 14 e i 17 anni, impegnati da oggi al 12 luglio in un meeting parallelo a quello dei 'grandi'.
Al centro dei lavori dei ragazzi, che rappresentano i Paesi del cosiddetto G14 (G8 più Brasile, Cina, Egitto, India, Messico e Sud Africa), ci sarà la stesura di un un documento da sottoporre giovedì pomeriggio a Silvio Berlusconi, Barack Obama e gli altri leader mondiali del G8 riuniti a L'Aquila questa settimana. I temi? Cambiamenti climatici, crisi finanziaria, sviluppo in Africa, diritti dell'infanzia.
Il benvenuto istituzionale è affidato al sottosegretario Letta, che porta il saluto di Berlusconi e si concede una battuta: "In mezzo a tutti questi giovani che si definiscono anche dei veterani- scherza- con questo viso e questi capelli bianchi, vi sembrerò un reperto archeologico...". Assicura che il governo garantirà loro "massima attenzione e massimo ascolto" e li invita a "un contributo serio, onesto e costruttivo", privo di quelle "ipocrisie" che talvota inquinano le discussioni dei grandi.
Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, è molto contenta di ospitare l'iniziativa: "Di solito si dice che i giovani di oggi abbiano scarso interesse per il loro tempo e allora è ancora più importante e affascinante che voi siate qui avendo vinto un concorso e di vostra volontà. E che non abbiate timore di parlare ai grandi della terra". Il ministro invita i ragazzi a essere "sentinelle" del lavoro dei grandi, cita il Tolkien del Signore degli anelli ("Lui scriveva che la differenza la fanno sempre le piccole mani") e i boy scout ("Dimostriamo di voler lasciare questa terra migliore di come l'abbiamo trovato").
Con Letta e Meloni, sul palco, ci sono anche il presidente Unicef Italia Vincenzo Spadafora e il Garante della privacy Francesco Pizzetti. Presente anche il capo dipartimento dei Vigili del fuoco Francesco Paolo Tronca: saranno infatti i pompieri ad ospitare i giovani in questi giorni.
Nell'emiciclo della Sala polifunzionale del governo di Santa Maria in Via ci sono i protagonisti di questo J8. C'è il brasiliano Fagner Lima, che sogna di fare il giornalista. O Liang Xiation, il diciassettenne di Pechino che ama il pianoforte e il basket. Le egiziane Samar El-Sallab e Amira Shendy, sedicenni, che si battono contro il fumo. La francese Pauline Bossavie, che tra i suo modelli cita Gandhi, Martin Luther King, Malcolm X e Barack Obama. O Samuel Venkatesen che sogna di raccontare l'India delle periferie con i suoi film. Il tedesco Hannes Reinwald, che aspira a salvare la biodiversità marina e intanto ascolta Jimi Hendrix. E il giapponese Yuki Oka, gran tifoso dell'Arsenal e fan di Dennis Bergkamp e Paolo Maldini.
6 luglio 2009