Cl@ssi 2.0: in aula lavagne multimediali, pc, e-book

ROMA - Stop a gessetti e quaderni, il futuro della scuola sono le lavagne interattive multimediali (Lim) e l'utilizzo di tecnologie digitali per la comunicazione e l'informazione("Cl@ssi 2.0"). Questa la strategia del ministero dell'Istruzione e dell'Agenzia per lo sviluppo scolastico (ex Indire) prevista dal piano d'intervento 'La scuola digitale', presentato dal ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini, in occasione del Symposium internazionale 'Global Ict in education networks'. "Pensiamo che la scuola italiana debba cambiare- ha sottolineato il ministro- si debba ammodernare e guardare alle nuove tecnologie come a degli strumenti da inserire all'interno delle nostre classi".
Il piano si articola di due fasi. La prima, presentata a gennaio 2009, già "operativa", prevede l'introduzione delle lavagne multimediali (Lim). Sono state 11.238 quelle richieste sinora e 41.867 gli insegnanti che hanno fatto domanda di partecipare alla formazione per poterle utilizzare. Il piano prevede che nel prossimo anno scolastico (2009-2010) "16 mila lavagne saranno installate nelle classi della scuola di primo grado" e che 25 mila insegnanti inizino "un percorso di formazione" dal prossimo settembre, con un coinvolgimento di oltre 350 mila studenti.
Poi, dal 2010-2011, il piano sara' esteso alla scuola primaria e alle scuole secondarie di secondo grado (8 mila lavagne per 8 mila classi, 25 mila insegnanti coinvolti). "Le lavagne interattive multimediali- ha spiegato Gelmini- sono molto simili a un computer con uno schermo molto grande e con un mouse. Ci sarà la possibilità di interagire fra l'insegnante e la classe in maniera molto dinamica e molto veloce. E' chiaro che la lavagna con il gesso è ormai uno strumento arcaico che stiamo cercando di eliminare in tutte le scuole italiane. Ci vorrà del tempo, ma molti passi in avanti sono stati compiuti".
La seconda fase del piano è denominata 'Cl@ssi 2.0', coinvolgerà per la sperimentazione 156 classi per l'utilizzo avanzato delle tecnologie di informazione e comunicazione basate anche su Internet. Il progetto avrà il supporto di 18 università. Nel 2010-2011 sarà esteso anche alle scuole primarie e secondarie di secondo grado. "Rappresenta una rivoluzione nella rete- spiega Gelmini- che si accompagna alla possibilità da parte dell'utente non solo di ricevere in maniera passiva delle informazioni ma di interagire attivamente. E' chiaro- aggiunge- che necessita di una formazione che deve avvenire a scuola a un utilizzo consapevole e ragionato. In questi ultimi mesi abbiamo assistito anche ad usi impropri degli strumenti di information tecnology. Ma Internet non è il male: offre opportunità di imparare cose nuove purchè se ne faccia un uso responsabile e ragionato".
Il progetto della scuola digitale prevede anche l'uso di libri elettronici (e-book). "Si tratta- dice il ministro- di uno strumento utilissimo, intanto perchè consente ai ragazzi di avere zaini meno pesanti, e questo è già un fatto positivo, ma soprattutto fa risparmiare soldi alle famiglie che vedono diminuire la spesa annuale di libri scolastici".
E aggiunge: "Constato con piacere che molte case editrici hanno introdotto l'e-book sia per quanto riguarda i libri scolastici sia per famosi best seller. Quindi- conclude- penso che in un momento di crisi economica come quella che stiamo attraversando possa essere un aiuto e rappresenta una modalità molto pratica e apprezzata dai ragazzi".
12 giugno 2009