No alla mafia, sì alla legalità: i giovani conquistano Palermo
PALERMO - Il volto commosso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e le mani tese di alcuni studenti che cercano, nell'aula bunker, all'Ucciardone, quelle dei ministri presenti (Maroni, Alfano e Gelmini), quasi a simulare un abbraccio in ricordo di Giovanni Falcone. Sono queste le due immagini simbolo di una giornata che ha visto Palermo alzare la testa davanti alla mafia, grazie alla presenza di migliaia di giovani arrivati da tutta Italia in ricordo del magistrato ucciso il 23 maggio 1992 con la moglie e gli uomini della scorta.
LA NAVE DELLA LEGALITA' - alle 8 la Nave della Legalità organizzata dalla Fondazione Falcone insieme al ministero dell'Istruzione è arrivata a Palermo con un carico di oltre 1.400 studenti e con a bordo il ministro Mariastella Gelmini e il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. E' la prima volta che un ministro fa tutto il viaggio con gli alunni. Centinaia di ragazzi sono scesi in corteo sul molo dietro lo striscione "Esistono uomini che vivono 100 anni con la testa chinata, altri soltanto un giorno ma con la testa in alto". Ad attenderli c'erano altri giovani, un tripudio di palloncini colorati e la sorella di Falcone, Maria che ha sottolineato il ruolo determinante degli insegnanti nell'educazione alla legalità.
NAPOLITANO ALL'UCCIARDONE - Parata di autorità al carcere dell'Ucciardone. In aula bunker, con oltre mille studenti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i ministri Angelino Alfano (Giustizia), Roberto Maroni (Interno), Gelmini (Istruzione). Il capo dello Stato non ha nascosto la sua "emozione", ha cantato l'inno di Mameli in piedi con i ragazzi e a loro si è rivolto ricordando la necessità di continuare la lotta alla mafia. "Mai come davanti a questi simboli sentiamo di essere una nazione unita", ha detto il presidente parlando di Falcone e Borsellino che sono "grandi esempi morali". Poi ha ricordato la necessità di "far operare la procura antimafia" e che per sconfiggere la mafia contano la "qualità politica, l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni". Quattro volte gli applausi hanno interrotto il presidente che si e' commosso in più occasioni.
LO STATO C'E' - "Lo stato c'è e non abbassa la guardia", ha detto Maroni, "lo stato ha continuato e continuerà senza tregua a colpire la mafia cercando di onorare un uomo che 500 Kg di tritolo non hanno potuto cancellare dalla nostra memoria". Anche per Alfano la squadra dello Stato e' "vincente". Gelmini ha lanciato un concorso sulla legalità e sottolineato il ruolo "importantissimo" della scuola nella "doverosa" lotta alla mafia. Perche' "anche tra i banchi non bisogna avere paura di parlarne".
I CORTEI - nel pomeriggio due cortei hanno raggiunto la casa di Falcone in via Notarbartolo. Alle 17.58 ora della strage di Capaci e' suonato il silenzio. In memoria di Giovanni.
28 maggio 2009