No alla mafia, Gelmini: "Concorso sulla legalità nelle scuole"
ROMA - "Mi piacerebbe lanciare un concorso per premiare i migliori progetti delle scuole sull'educazione alla legalità". È l'auspicio del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che a Roma, nella sede di Confcommercio, ha premiato tre scuole vincitrici del concorso intitolato a Libero Grassi, imprenditore siciliano ucciso nel '91 dalla mafia a cui non si era voluto piegare e alla quale non pagò il pizzo. "Vedo con piacere- spiega il ministro- che c'è un grande impegno da parte di dirigenti e docenti per promuovere la legalità, sarebbe bello fare un concorso ad hoc". Un po' come quello di Confcommercio (in collaborazione con l'associazione Solidaria) che, spiega il presidente Carlo Sangalli, "vuole contribuire concretamente alla lotta contro tutte le mafie".
Libero Grassi, prosegue Gelmini, "è stato un esempio coraggioso di libertà e orgoglio. Sono sempre più convinta che la scuola sia il luogo ideale della convivenza civile, dove insegnare ai giovani il rispetto delle regole e l'essere cittadini". Il ministro sottolinea poi che nel disegno di legge sulla sicurezza c'erano provvedimenti "importanti" contro la mafia, rimasti in ombra a causa di "polemiche meno importanti".
Sulla lotta alla malavita il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, aggiunge: "Ben venga formare i giovani, ma non si può parlare di cultura della legalità se poi non si ha di che mangiare. Bisogna anche garantire il lavoro a chi sfugge alle mafie".
21 maggio 2009