Nuove (cattive) abitudini: l'alcol per 'sballarsi'

BOLOGNA - Cambiano i significati legati all'alcol: non solo un'abitudine alimentare che puo' diventare dipendenza, ma sempre piu' una "droga" di cui abusare. E' il quadro che emerge da 10 anni di indagini svolte dall'Osservatorio sulle dipendenze di Bologna, racchiuse nel volume "Alcol e alcolismo in Emilia-Romagna", a cura di Raimondo Maria Pavarin, responsabile dell'Osservatorio, e di Antonio Mosti, responsabile del Sert di Piacenza.

"Si nota sempre di piu' una differenza fra giovani e adulti- spiega Pavarin presentando il libro-: i ragazzi assumono l'alcol per 'sballarsi', a volte insieme ad altre droghe, ma non ne sono dipendenti, mentre gli adulti bevono per cultura e tradizione, magari senza arrivare all'abuso". Una differenza che si ritrova anche sul territorio. La regione pare infatti divisa in due: il nord, dove prevale il consumo di alcol "tradizionale", e il sud, soprattutto la riviera romagnola, dove invece si beve per "sballarsi".

I "nuovi alcolisti" pongono problemi diversi. "Il consumo di alcol, in questi casi, e' spesso legato a quello di altre droghe- spiega ancora il responsabile dell'Osservatorio-: in particolare si rileva un aumento dei soggetti che mischiano alcol e cocaina". Emerge inoltre un forte legame con i comportamenti pericolosi, come bere e mettersi alla guida.

"La combinazione piu' frequente- prosegue Pavarin- e' fra alcol e assunzione di farmaci e psicofarmaci: e' un dato che abbiamo gia' messo sotto controllo". Per i servizi la difficolta' principale sta nell'intercettare i nuovi bevitori. "Questi non si rivolgono ai Sert- sottolinea Pavarin-, piuttosto si presentano al pronto soccorso per cause non direttamente collegate all'alcol, a partire dagli incidenti stradali". Secondo gli autori del volume, solo il 10% di chi si rivolge agli ospedali entra poi in contatto con i Sert. "Per questo e' fondamentale - secondo Pavarin - coinvolgere chi lavora nelle strutture sanitarie". L'indagine conferma una sostanziale stabilita' nel numero di persone con problemi legati all'alcol: in Emilia-Romagna si stima che siano circa 30 mila, 6 mila dei quali a Bologna.

17 aprile 2009