ROMA - La scuola č "chiamata ad assolvere una funzione di integrazione". Lo ribadisce il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo in conferenza stampa a Palazzo Chigi, in riferimento alle polemiche sollevate ieri dalla presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia, Alessandra Mussolini, sul disegno di legge sicurezza che prevede l'obbligo per gli insegnanti di segnalare gli immigrati irregolari. Secondo 101 parlamentari del Pdl, tale possibilitā varrā anche per gli insegnanti, che in quanto pubblici ufficiali dovranno denunciare alunni stranieri irregolari.
"Non penso- continua Gelmini- che il nostro sia un Paese razzista e che ci siano problemi di integrazione. Ma- prosegue il ministro- la scuola deve assolvere al meglio questa integrazione". Puntando, soprattutto, sulla "conoscenza dell'italiano".
"TETTO DEL 30% PER GLI IMMIGRATI" - Nell'anno scolastico 2010/2011 potrebbero scattare dei tetti "attorno al 30%" per la presenza degli studenti immigrati a scuola. Annuncio, cui il ministro Gelmini fa seguire la seguente spiegazione: "Gli esempi di scuole come la Pisacane di Roma che sta portando le famiglie italiane a spostare i propri figli altrove, deve far riflettere. Bisogna accompagnare gli studenti immigrati nella conoscenza dell'italiano. Inserirli nelle classi senza aiutare l'apprendimento della lingua italiana non ha senso". Per questo, continua il ministro, "stiamo ragionando su un tetto alla presenza di immigrati attorno al 30%". Questo "non sarā possibile dal prossimo anno ma dall'anno successivo". Intanto, "stiamo chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi limite anche dall'anno prossimo".
20 marzo 2009