Forcella rinasce, nella 'casa' sequestrata ai boss della camorra

NAPOLI - Un wine bar per permettere ai ragazzi di Forcella di imparare ritrovarsi e imparare un mestiere. E' stato inaugurato lo scorso 20 febbraio nel quartiere di Napoli, la struttura gestita dalla Bottega delle Meraviglie, in via Pietro Colletta, in un edificio confiscato alla camorra i cui utili verranno destinati alle attivita' della cooperativa sociale 'Me Ti' e dedicati al territorio di Forcella.

Nella stessa struttura che ospita il wine bar saranno anche organizzati corsi professionali per i ragazzi del quartiere. L'idea e' di creare un punto di aggregazione per tutti quelli che vogliono bere in pace un bicchiere di vino, ma anche scambiarsi idee e proposte. "Per vincere la sfida della legalita' abbiamo subito capito che i veri snodi erano altri: offrire possibilita' di reinserimento sociale ai ragazzi e svincolare la struttura dalla precarieta' dell'intervento pubblico". Nel locale lavoreranno i ragazzi che da anni seguono le attivita' della Bottega delle Meraviglie e i volontari del servizio civile.

"Si apre una nuova luce in questo territorio che ha bisogno di grande attivismo e vitalita' per tornare a splendere- ha affermato il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma- e' importante lo sviluppo di questo tipo di attivita' soprattutto perche' collegata all'azione che la cooperativa sta realizzando per il recupero dei minori del quartiere nella propria sede originaria in via Carbonara, struttura sequestrata alla camorra, un tempo della famiglia Giuliano". Bisogna "essere vicini a persone che hanno il coraggio quotidianamente di operare per il bene di Forcella". Nel locale "saranno serviti gulasch, formaggi al tartufo, alle noci e alla vinaccia, prosciutti di maiale e di cinghiale e di daino e altre prelibatezze. Nel locale, poi, ci saranno due maxischermo dove saranno proiettati eventi sportivi o di cultura e attualita' e sono previste le esibizioni di gruppi jazz e cabaret. Il tutto, spiegano gli organizzatori, a prezzi contenuti".

Quando nel 2004 "ci affidarono la gestione della casa che un tempo apparteneva al boss Luigi Giuliano e che era stata confiscata- spiega il presidente dell'associazione, Vincenzo Florentino- ci rendemmo subito conto di trovarci di fronte ad una dura e forte sfida. Li', in quel luogo, abbiamo costruito sogni e speranze con i ragazzi del quartiere: abbiamo un doposcuola con i bambini, un gruppo di ragazzi ha messo in scena un musical che abbiamo presentato con successo anche a Milano, abbiamo laboratori e progetti di interculturalita'".

24 febbraio 2009