PADOVA - Chi ha a che fare con il delicato mondo dell'infanzia deve conoscere bene i vari attori presenti nel territorio, dialogare con essi, instaurare un rapporto di collaborazione e sinergia.
È per questo che a Padova il Pubblico tutore dei minori, l"Ufficio scolastico regionale e il Centro sui diritti della persona e dei popoli hanno firmato, insieme alla regione, un protocollo d'intesa per la promozione del dialogo e della collaborazione tra servizi. Il documento sottoscritto serve a dare una cornice ufficiale al lavoro di sensibilizzazione e di formazione che sara' avviato nel corso dell'anno. Il punto di partenza e' il volume "Orientamenti per una buona comunicazione tra scuola e servizi sociali", dato alle stampe per conto dell'Ufficio del Pubblico tutore, nel quale si mettono a fuoco alcune problematiche, come il bullismo o la presenza di minori stranieri non accompagnati, che sono alla base del disagio giovanile.
"Vogliamo costruire una collaborazione tra la scuola e i servizi per affrontare al meglio gli interventi - spiega il Pubblico Tutore, Lucio Strumendo -. Se le informazioni che abbiamo fornito saranno ritenute valide, vorremmo poi poterle trasformare in vere e proprie Linee guida". I materiali di lavoro cosi' prodotti serviranno, secondo l'assessore regionale alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi, "a fornire riferimenti comuni e un linguaggio condiviso con cui affrontare le tante e differenti problematiche legate al disagio vissuto dai minori a scuola, ma soprattutto per promuovere il benessere e la crescita armoniosa dei ragazzi".
La decisione di mettere per iscritto queste informazioni nasce dalla consapevolezza che per molti insegnanti risultava difficile riconoscere gli interlocutori sul territorio: "Quando siamo in presenza di una situazione minorile potenzialmente a rischio come ci comportiamo? A chi ci rivolgiamo? Queste domande trovavano difficilmente una risposta - spiega Strumendo - ed e' per questo che abbiamo avviato il lavoro di sintesi e informazione". Adesso si tratta di partire con la fase operativa prevista dal Protocollo d'intesa, che individua tre tipi di interventi: "Il primo e' un lavoro diffuso di informazione nel territorio regionale - elenca Stumendo -, mentre il secondo prevede l'organizzazione di focus group in alcune realta' territoriali particolarmente attente, come Vicenza e il Veneto Orientale.
Il terzo fronte, invece, si aprira' verso la fine del 2009 con un percorso di formazione misto tra insegnanti e servizi sociali, utilizzando le rappresentativita' provinciali". Soddisfatto, l'assessore Valdegamberi definisce il Protocollo "un passo avanti importante per coordinare e collegare il lavoro di educazione e protezione dei minori. E' un lavoro di continuo miglioramento delle politiche e delle azioni da svolgere nella presa in carico di bambini e ragazzi a rischio che manifestano a scuola disagio e malessere con caratteristiche di aggressivita', bullismo, maltrattamento, difficolta' di apprendimento".
23 gennaio 2009