Libri di testo ancora troppo cari, l'Antitrust scrive al governo

ROMA - La spesa per i libri di testo scolastici resta troppo esosa per le famiglie. Per questo l'Antitrust ha inviato una richiesta al governo affinche' renda i tetti di costo dei libri di scuola piu' "stringenti". Per esempio facendo in modo che siano tagliati fuori dalle liste consegnate alle famiglie sui volumi da adottare i libri "consigliati". O obbligando i docenti a fare in modo che anche questi ultimi rientrino nei tetti di spesa. 

L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato a tale proposito, lo scorso 9 gennaio, una segnalazione al ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e al presidente del Consiglio dei ministri. Una decisione presa alla luce degli accertamenti sui prezzi dei libri scolastici effettuati dall'Autorita' in collaborazione con le unita' speciali della Guardia di Finanza nel mese di agosto 2008 per verificare gli effetti del procedimento istruttorio nei confronti di Aie(Associazione Italiana Editori) e dei principali editori scolastici proprio sui costi dei volumi conclusosi nell'aprile 2008 con accettazione di impegni da parte degli editori stessi a rendere meno esosa la spesa per le famiglie.

Dalla mole di dati raccolti dall'Antitrust e poi elaborati emergono aumenti del prezzo di copertina dei libri scolastici sostanzialmente in linea con il tasso d'inflazione. Parallelamente si riscontra, pero', uno sforamento rilevante dei tetti di spesa adottati dal ministero, se si inseriscono nella dotazione scolastica, oltre ai testi da adottare, anche i testi "consigliati". Un "trucchetto" spesso usato dai docenti per scavalcare l'ostacolo dei limiti di spesa. 

Di qui l'opzione suggerita dall'Antitrust. In alcuni casi, infatti, i testi consigliati rappresentano uno strumento che evidentemente l'insegnante intende utilizzare e senza il quale gli studenti non possono seguire efficacemente le lezioni. Per questo, secondo l'Authority sarebbe piu' coerente inserirli nella lista dei volumi "da acquistare", o quanto meno computarli ai fini della verifica del rispetto del tetto di spesa. Per altri volumi (ad esempio dizionari o vocabolari) lo studente dovrebbe, invece, essere lasciato libero di utilizzare i testi gia' eventualmente in possesso della famiglia o di acquistare il testo piu' economico.

13 gennaio 2009