ROMA - Gli infortuni sono la prima causa di morte nei bambini e negli adolescenti tra i 5 e i 19 anni. 42 mila le morti all'anno, 115 al giorno. Sono i dati presentati dal Rapporto Europeo sulla prevenzione degli infortuni nei bambini, presentato a Roma in contemporanea con la presentazione del Rapporto mondiale dell"Oms.
Tra le principali cause di morte gli incidenti stradali, gli annegamenti, avvelenamenti, cadute e incendi e fra i piu' esposti sono quei bambini provenienti da paesi piu' poveri: su 6 bambini che muoiono per infortunio, 5 di loro vivono in condizioni di poverta'. Per quel che riguarda gli incidenti stradali, si stima che solo nel 2004 hanno perso la vita a causa di un incidente circa 16.400 bambini e adolescenti fino a 19 anni di eta'. Nel panorama europeo si registrano, pero', differenze tra i tassi di 3 volte tra paesi piu' poveri e quelli ricchi. Bambini e adolescenti che vivono in condizioni disagiate affrontano un rischio 20 volte piu' alto rispetto ai coetanei che vivono in condizioni agiate.
Per gli annegamenti, questi sono la prima causa di morte tra 1 e 4 anni. In Europa, ogni anno, si registrano oltre 5 mila morti per annegamento, chi sopravvive riporta comunque gravi danni celebrali. Anche in questo caso le differenze tra chi vive in zone povere e chi in zone ricche e' notevole: la differenza e' di 20 volte tra i paesi con i tassi di mortalita' piu' alti e quelli con i tassi piu' bassi. I bambini piu' poveri, all'interno dei singoli paesi, vanno incontro ad un rischio 11 volte maggiore dei coetanei. In questo caso, secondo l'Oms, si potrebbe fare molto per prevenire gli infortuni mortali e 9 vite su 10 potrebbero essere salvate investendo in programmi di prevenzione e in sistemi di sicurezza.La terza causa di morte per bambini ed adolescenti e' l'avvelenamento.
Nel 2004 gli avvelenamenti hanno causato la morte di oltre 3 mila bambini con differenze di 30 volte tra i paesi con tassi maggiori e quelli con tassi minori. Anche in questo caso, investendo sulla sicurezza e sulla prevenzione potrebbe significare salvare 9 vite su 10. Le ustioni in Europa causano ogni anno 1.700 morti e le differenze tra i tassi dei paesi europei arrivano a toccare le 85 volte, che nei singoli paesi si trasforma in un rischio di 35 volte maggiore per i bambini e gli adolescenti piu' poveri. Le cadute, infine, causano nel vecchio continente 1.500 decessi e anche in questo caso i bambini piu' poveri rischiano di piu'.
Gli infortuni, secondo l'Oms, provocano un enorme drenaggio di risorse destinate alla sanita'. Si stima che siano 5 milioni i ricoveri e 70 milioni le visite al pronto soccorso nell'intera regione europea. Il problema degli infortuni, afferma Francesca Racioppi, responsabile del Centro Europeo Ambientale e Salute per l'Ufficio di Roma dell'Oms, resta largamente prevenibile. 3 giovani vite su 4 potrebbero essere salvate con un ritorno positivo anche sugli investimenti. "Per ogni euro speso per gli allarmi antincendio - spiega Francesca Racioppi - si stima un risparmio sociale pari a 69 euro. Per un euro speso per i seggiolini per le auto e per i caschi per bicicletta si risparmiano 29 euro e un euro per i centri antivelento ne fa guadagnare".
11 dicembre 2008