ROMA - "Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani": e' il titolo del 12^ rapporto della Societa' italiana di pediatria, presentato a Bologna nei giorni scorsi con il patrocinio del ministero della Gioventu'.
Lo studio dimostra come, in un solo anno, vi sia stato un ulteriore aumento delle cattive abitudini gia' riscontrate nel 2007. Per quanto riguarda l'abuso di alcool, circa il 10% dei ragazzi riporta almeno un episodio di ubriacatura. Il dato, inoltre, indica come ormai non esiste piu' una differenza tra maschi e femmine, in quanto le seconde hanno abitudini del tutto simili a quelle dei ragazzi. E gli aumenti si registrano anche nell'assunzione di superalcolici, dal 15% del 2007 al 21% del 2008.
Mentre fumare sigarette e' diventata prassi per il 30% dei ragazzi (rispetto al 23% del 2007). "Questi dati- commenta il professor Silvano Bertelloni, presidente della Societa' italiana di medicina dell'adolescenza (Sima)- sono da considerare di particolare importanza in quanto l'indagine e' stata condotta nei ragazzi delle scuole medie, quindi tra i 12 e i 14 anni. Un addiction sempre piu' precoce e' sicuramente uno degli aspetti piu' allarmanti dei comportamenti dei giovani fin dalla prima adolescenza".
Altro aspetto che emerge dallo studio, e' che i minori che guardano troppa televisione (piu' di tre ore al giorno) hanno una propensione significativamente maggiore alla media ad assumere fumo, alcol e droghe, confermando che la fruizione in eccesso dei media incide negativamente sulle abitudini di bambini ed adolescenti. "Questa situazione- spiega Bertelloni- non e' certo il risultato di 'adolescenti Ogm', ma il frutto di un cambiamento profondo della societa' degli adolescenti, che ha assorbito modelli e comportamenti non adeguati trasmessi loro dalla nostra societa' degli adulti. La disgregazione della famiglia tradizionale, la nuova realta' globalizzata e multietnica, la riduzione di autorevolezza di alcune istituzioni, come la scuola, e programmi di prevenzione probabilmente inadeguati a far fronte ad una societa' in rapido cambiamento, ne possono rappresentare le molteplici cause". Che fare dunque? Quali possono essere le soluzioni da proporre alla famiglie per arginare i comportamenti a rischio in eta' adolescenziale?
"Nuove modalita' di approccio alle problematiche dell'adolescente, come quelli proposti dalla Societa' italiana di medicina dell'adolescenza- suggerisce il presidente Sima, Bertelloni- cioe' l'estensione dei bilanci di salute fino a tutta l'eta' adolescenziale, e la creazione di 'school clinics' che possano intercettare le varie problematiche la' dove tutti gli adolescenti si ritrovano, la scuola, appunto. Inoltre, serve lo sviluppo di percorsi di educazione alla salute da parte di pediatri educatori-comunicatori, tali che superino i vecchi programmi centrati sulle malattie e sulle situazioni a rischio, orientando maggiormente la prevenzione verso il sostegno ai naturali bisogni di crescita dei nostri adolescenti, che, non dimentichiamo, devono essere sempre visti come la maggiore risorsa per il futuro del nostro Paese e non come un problema".
11 dicembre 2008