Al Sud, un ragazzo su dieci tagliato fuori dalla cultura
ROMA - Nell'ultimo anno in Italia 378 mila bambini tra i 6 e 17 anni (il 5.5% di questa fascia di eta') non sono andati al cinema, non hanno letto libri, non hanno usato il computer ne' internet e non hanno praticato sport. Sono dunque rimasti fuori da tutti i principali consumi culturali.
Soprattutto al Sud dove la percentuale di esclusi e' pari al 9.5% contro il 2.9% del Nord e il 2.6% del Centro. Particolarmente colpite dal fenomeno anche le famiglie operaie dove, a livello nazionale la percentuale si attesta al'8%. È quanto rileva l'Istat nell'indagine "la vita quotidiana di bambini e ragazzi" resa nota oggi che segnala, in generale, un quadro positivo del mondo dei minori che hanno piu' relazioni sociali, maggiori fruizioni culturali, sono piu' tecnologici, giocano di piu' con mamma e papa', rispetto a 10 anni fa. Anche se no b tutti hanno le stesse possibilita': determinante e' la collocazione geografica. Ad esempio, il 78.2% delle famigli con minori del nord-ovest possiede un Pc contro il 61.4% nel isole, ben 17 punti di differenza. Anche la famiglia di origine conta: l'88% dio nuclei con genitori che sono imprenditori, dirigenti o liberi professionisti ha un computer a casa contro il 57.1% delle famiglie operaie. Inoltre piu' del 55% dei bambini del nord frequentano corsi di formazioni extra scolastica, contro il 39.7% del sud, il 36.5% delle isole, il 40% delle famiglie operaie. Quanto ai consumi culturali, al nord piu' del 68% dei bambini leggono libri nel tempo libero, contro il 42% del Sud, il 51.4% delle famigli operaie. A conti fatti, secondo l'Istat, tra Nord e Sud si rilevano 20 punti percentuali di differenza tra i minori per la frequentazione del teatro, 10 per il cinema, 27 per musei e mostre e 15 visite a siti archeologici e monumenti.
17 novembre 2008