CRACOVIA - Hanno jeans larghissimi, brillantini alle unghie, qualche piercing. In pullman scherzano, cantano o sonnecchiano, ma quando lo storico Marcello Pezzetti comincia a raccontare la storia dello sterminio degli ebrei polacchi nella piazza che ricorda proprio i martiri si fa improvvisamente silenzio. E loro, i 250 ragazzi che partecipano al Viaggio della Memoria organizzato dal Comune di Roma (con la visita al campo di concentramento di Auschwitz), si riuniscono intorno a lui, si fanno attenti e seri per non perdere una parola.
Prendono appunti e osservano con un misto di stupore e incredulita' quei luoghi dove anche i bambini andarono incontro alla morte. Ieri i ragazzi, 4 per ognuna delle 62 scuole partecipanti, hanno visitato il quartiere ebraico di Cracovia dove, nel 1939, risiedevano 70 mila ebrei e poi il ghetto, realizzato dai nazisti nel 1941 dove vennero affastellate 25 mila persone, quasi tutte uccise o deportate. Oggi del ghetto rimane un muro grigio e anonimo, una scuola elementare ancora in funzione da dove nel febbraio '43, un mese prima della "liquidazione" totale di tutti gli ebrei di Cracovia, i bimbi ebrei vennero deportati per essere uccisi nel bosco vicino.
Ad accompagnare i ragazzi nella prima giornata del viaggio c'erano l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio (il sindaco Gianni Alemanno e' arrivato in serata e da lui è poi venuta una "condanna netta di fascismo e nazismo"), i sopravvisuti ai campi di concentramento, Shlomo Venezia, Sami Modiano, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, il presidente dell'Aned, Aldo Pavia, il presidente della Fondazione museo della Shoah, Leone Paserman, il capogruppo del Pdl in Campidoglio, Dario Rossin, il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti e il consigliere aggiunto Viktor Emeka Okeadu. I ragazzi apprezzano la volonta' del Comune di sostenere ancora i Viaggi della memoria, nonostante il cambio di amministrazione: "Questa e' un'esperienza unica, che ti tocca nel profondo. La memoria e la storia- dice Sara del liceo Ilaria Alpi- non hanno colore. Noi dobbiamo conoscerle e poi raccontarle ai nostri compagni". C'e' anche chi e' piu'' critico: "Alemanno diceva insieme a Rauti che i campi di sterminio non esistevano- dice Andrea dell'istituto Marco Polo- Spero che oggi quando li vedra' capisca quanto erano assurde certe frasi. Poi puo' darsi che abbia gia' cambiato idea ma io non credo nelle conversioni repentine".
La visita alla Sinagoga Temple, che i nazisti usavano come stalla per cavalli, e' stata poi occasione per gli interventi. Paserman, figlio di immigrati polacchi, ha invitato i ragazzi a "non essere indifferenti davanti ad ogni forma di razzismo, qualunque esso sia perche' l'indifferenza e' una forma di complicita'. Bisogna reagire sempre". E nel giorno in cui anche il Papa ha condannato l'antisemitismo ricordando la 'notte dei cristalli', anche da Roberto Della Rocca, rabbino del dipartimento cultura dell'Unione delle comunita' ebraiche e' venuto l'appello ai ragazzi a "non essere indifferenti perche' e' dall'indifferenza che e' nata la shoah". Pacifici in viaggio verso Cracovia per raggiungere il gruppo in serata ha mostrato apprezzamento per le parole del Papa: "La sua condanna dell'antisemitismo assume ancora piu'' importanza in un momento in cui si devono condividere valori come l'accoglienza e il dialogo in una prospettiva costruttiva".
10 novembre 2008